L’aspetto lucido e oleoso/untuoso con sbocchi follicolari evidenti e aumentato spessore, caratteristica della cute seborroica e acneica, può procurare notevole disagio e malessere ai pazienti e la sua correzione/modulazione richiede terapie alquanto lunghe e comunque costanti. La cosmesi in queste condizioni fisico-chimiche risulta particolarmente difficile, poiché la cute seborroica è spesso irritabile e scarsamente idratata, sensibile al facile arrossamento ed al prurito.
Vanno evitati, pertanto, i trattamenti aggressivi che potrebbero scompensare maggiormente una cute già di per sé non equilibrata e che, paradossalmente, potrebbero indurre un aumento della secrezione sebacea aggravando, in tal modo, la condizione di base.
L’aumentata produzione di sebo impone un trattamento cosmetologico e farmacologico, singolo o combinato, da scegliere in funzione dell’entità del quadro clinico. Un ruolo chiave nell’approccio cosmetolologico della cute seborroica è svolto dai cosiddetti “seboregolatori”, termine che indicherebbe un controllo o una riduzione dell’ipersecrezione sebacea. L’opportunità di etichettare questa classe di cosmetici come “seboregolatori” è comunque discutibile, in quanto essi non esplicano azioni a livello della ghiandola sebacea, il cui controllo è invece farmacologico (isotretinoina per via sistemica, antiandrogeni per os, ecc.), bensì attenuano l’eccesso di sebo in superficie.
Appartengono a questa classe diversi composti tra cui l’acido lattico, il carbossimetilcisteinato di lisina, i derivati degli acidi carbossilici, i derivati dello zolfo, la fitosfingosina, la nicotinamide, la piridossina cloridrato, la piroctone olamina, la serenoa repens, i liposomi e lo zinco, sotto forma di emulsioni O/A (olio disperso in acqua), gel e/o lozioni.
Per molti di essi il meccanismo d’azione sulla ghiandola sebacea è a tutt’oggi controverso. Si ritiene che la loro azione sia da ricondurre ad una sebo-ossidazione di superficie, ovvero alla presenza di agenti cosiddetti “matifiant”, in grado di assorbire e ritenere il sebo, consentendo così un effetto opaco e pertanto andrebbero considerati come “opacizzanti” o “adsorbenti”, categoria quest’ultima che già include polveri di vario tipo, quali biossido di titanio, amidi, caolino, talco, silicato di alluminio, silicato di magnesio, ossido di zinco, ossido di magnesio e bentonite.
I cosmetici sebo-regolatori andrebbero utilizzati due volte al giorno, come monoterapia, nei casi di sola seborrea (in assenza di manifestazioni acneiche) o come mantenimento dopo la risoluzione di lesioni acneiformi associate a seborrea. I quadri di acne attiva associata a seborrea, invece, accanto al trattamento farmacologico, possono essere coadiuvati dall’uso quotidiano di tali cosmetici preferibilmente al mattino.
|